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Biodegradabilità: una scelta responsabile solo se certificata


Biodegradabilità: una scelta responsabile solo se certificata


La biodegradabilità richiede una presentazione attenta e responsabile

Uno studio svolto dall'Università di Plymouth (UK) ha sollevato preoccupazioni in merito alle cosiddette bioplastiche (plastiche biodegradabili). In qualità di leader mondiale nella certificazione delle bioplastiche, TÜV AUSTRIA ha analizzato questo elaborato per chiarirne i risultati e prevenire preconcetti sulla compostabilità e biodegradabilità in generale.


In breve

TÜV AUSTRIA evidenzia che nessuno dei sacchetti esaminati dallo studio di Plymouth è stato valutato o certificato da un ente terzo indipendente e sottolinea che tali sacchetti non sono provvisti di un marchio di conformità, quale OK compost o OK biodegradable.
I risultati dello studio di Plymouth sono in linea con le aspettative. La maggior parte dei sacchetti analizzati, infatti, trascorsi tre anni, è per lo più integra. Ciò stabilito, o le dichiarazioni dei produttori sono infondate oppure i campioni sono stati esposti a una condizione per la quale non erano stati concepiti.
Purtroppo, a differenza di quanto esplicitato nello studio stesso, i media stanno puntando molto di più ad istillare sfiducia nei prodotti realmente biodegradabili.
Le conclusioni dello studio di Plymouth, infatti, sono in linea con l’approccio di TÜV AUSTRIA:
- solo una valutazione sancita da un certificato rilasciato da un ente di certificazione autonomo e competente garantisce la biodegradabilità/compostabilità di un prodotto;
- l'utilizzo controllato di un logo adeguato consente ai consumatori di selezionare e smaltire i prodotti secondo il relativo fine vita.


Lo studio dell'Università di Plymouth

Sono stati esaminati cinque tipi di sacchetti: uno in polietilene (PE), uno definito “biodegradabile”, un altro “compostabile”, mentre gli ultimi due in materiale oxo-frammentabile. Il materiale oxo-frammentabile è per definizione non biodegradabile e solo erroneamente descritto come tale. L'Università di Plymouth ha analizzato le caratteristiche meccaniche di questi sacchetti, in particolare la resistenza allo strappo, a seguito di un'esposizione ad ambienti diversi (terreno, acqua marina e aria) per un periodo di 3 anni. Tale metodo rileva la degradazione dei sacchetti, anche se tale degradazione non è dovuta a biorganismi come nel caso della biodegradazione. Il titolo dello studio è quindi assolutamente corretto: “Deterioramento ambientale nel terreno, nel mare e all'aria dei convenzionali sacchetti di plastica biodegradabili, oxo-biodegradabili e compostabili per un periodo di 3 anni”.

Resoconti superficiali dei media

I risultati emersi dallo studio sono conformi alle aspettative: la maggior parte dei sacchetti – trascorsi tre anni - è quasi integra, o perché le dichiarazioni dei produttori sono false oppure perché i sacchetti sono stati esposti a un ambiente per il quale non erano stati concepiti. È tuttavia deplorevole che gli articoli siano meno moderati rispetto allo studio in questione. L’esposizione superficiale di un argomento tanto complesso e cruciale genera soltanto confusione, fino ad insinuare sfiducia nei prodotti veramente biodegradabili. È opportuno notare che nessuno di questi sacchetti è stato valutato o certificato da un ente terzo indipendente, né era provvisto di un apposito marchio di conformità (quale OK compost, OK biodegradable o altri). Tutti i nostri schemi di certificazione sono pensati e realizzati per un ambiente specifico e il logo associato menziona chiaramente tale ambiente, allo scopo di aiutare il consumatore nel processo di selezione e smaltimento. Il sacchetto "compostabile" esaminato nel corso dello studio reca, infatti, solo un generico marchio riferito alla norma europea EN 13432; ciò non è di alcun aiuto per i cittadini. Il nostro logo “OK compost HOME”, ad esempio, che è consentito solo su sacchetti certificati, indica chiaramente che i sacchetti sono garantiti e designati per il compostaggio in compostiera da giardino (domestico).

Lo studio di Plymouth è in linea con l’approccio di certificazione “OK compost” di TÜV AUSTRIA

Le conclusioni dello studio di Plymouth sono perfettamente in linea con l’approccio “OK compost” di TÜV AUSTRIA:
- solo una valutazione sancita da un certificato rilasciato da un ente di certificazione autonomo e competente garantisce la biodegradabilità / compostabilità di un prodotto;
- l'utilizzo controllato di un logo adeguato consente ai consumatori di selezionare e smaltire i prodotti secondo il relativo fine vita. Questi sono due obiettivi che stiamo perseguendo da quasi 25 anni con i nostri marchi di conformità OK compost e OK biodegradable, destinati ad ambienti diversi (compost industriale o domestico, biodegradazione nel terreno, in acqua o in mare) e abbinati a un costante monitoraggio del mercato.

La biodegradabilità richiede una presentazione attenta e responsabile

TÜV AUSTRIA sottolinea che la biodegradabilità non deve mai essere una scusa per l’abbandono sconsiderato dei rifiuti. La biodegradabilità è un tema importante che richiede una presentazione attenta e responsabile per il bene dell'ambiente in cui viviamo.

  

Ulteriori informazioni su OK compost di TÜV AUSTRIA sono disponibili alla pagina www.okcompost.org e sul canale Youtube www.tuv.at/okcompost-video

  

  

Ok Compost TUV AUSTRIA